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NON CI SONO PROVE PER SOSTENERE CHE LE E-CIG SIANO DANNOSE QUANTO IL TABACCO

In un recente contributo pubblicato dal giornalista Nash Riggins sono state collezionare una serie di “prove” per sostenere la pericolosità delle sigarette elettroniche (o meglio, “che le sigarette elettroniche sono dannose quanto il tabacco“). L’articolo in questione, come spesso accade, non teneva conto di un numero elevatissimo di studi. La giornalista Linda Bauld del The Guardian ha quindi pensato di mettere le cose in chiaro.

Le e-cigarette non sono dannose quanto il tabacco. Lo hanno testimoniato tra gli altri il National Institute for Health and Clinical Excellence e il Medicines Healthcare Regulatory Association: entrambi i centri hanno dichiarato esplicitamente che il vaping è meno pericoloso rispetto al fumo di sigaretta e che utilizzare le e-cig è preferibile rispetto al fumare tabacco.

Riggins nel suo contributo si era spinto fino ad affermare che la nicotina presente nelle sigarette elettroniche fosse più pericolosa delle altre. In realtà la nicotina è sempre la stessa sia nelle sigarette tradizionali che in quelle elettroniche (e anche nei dispositivi certificati: gomme da masticare, cerotti etc.). La maggiore pericolosità può derivare solo da un diretta ingestione, la quale può tuttavia essere evitata utilizzando flaconi a prova di bambino.

In conclusione viene citata la tanto discussa questione del “vapore passivo”. La presunta pericolosità del vapore passivo viene spesso utilizzata per giustificare il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici. In realtà, come testimonia Linda Bauld non esistono prove per sostenere che il vapore sia dannoso per le altre persone. Il divieto di utilizzo nei luoghi pubblici non può dunque essere giustificato per motivi sanitari.

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