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IL MARKETING DELLE SIGARETTE SI SPOSTA NEI PAESI POVERI. PREVISTI 8,4 MILIONI DI MORTI ENTRO IL 2020

I ricercatori dell’Università di Bath nel Regno Unito hanno recentemente pubblicato uno studio riguardante la diffusione del marketing dei prodotti derivati dal tabacco nei vari paesi del mondo. Il contributo in questione è stato realizzato con l’esplicito scopo di dimostrare quanto sia maggiore il tasso di pubblicità nelle zone in via di sviluppo rispetto a quelle cosiddette “sviluppate”.

All’incirca 12.000 persone appartenenti a 6 stati diversi – India, Pakistan, Zimbabwe, Canada, Emirati Arabi Uniti e Svezia – hanno risposto alle domande dei ricercatori, consentendo a questi ultimi di stimare che la presenza della pubblicità riguardante sigarette e simili incida per l’81% in più nei paesi disagiati.

Anna Gilmore, la donna a capo del progetto universitario, ha parafrasato con poche semplici parole i risultati dello studio:

Nei paesi ad alto reddito si registra un calo delle vendite dei prodotti  derivati dal tabacco, ragion per cui la nuova strategia delle aziende prevede di puntare sui giovani residenti nei paesi in via di sviluppo, sui quali ricadrà l’obbligo di garantire la redditività futura del settore.

Le malattie legate al tabacco sono la principale causa di morte prevenibile del mondo. Secondo gli esperti moriranno 8,4 milioni di persone entro il 2020, il 70% delle quali nei paesi in via di sviluppo.

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